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tratto da vari siti che si occupano di emergenza pediatrica

URGENZE ED EMERGENZE IN ETA’ PEDIATRICA

In questa sezione si esaminano le più frequenti manifestazioni acute in età pediatrica, per le quali viene richiesto l’intervento di un mezzo di soccorso. Ai fini della valutazione e del trattamento dei bambini, è opportuno saper riconoscere la fascia di età in cui il piccolo paziente è inquadrato. Ai fini pratici (e non specialistici, nei quali si suddivide l’infanzia in 3 fasi), si identificano tre stadi:

Pertanto risulta evidenti che, ai fini della Medicina di emergenza, il paziente al di sopra dei 9 anni di vita viene trattato come un adulto, seppur in età pediatrica.

EMERGENZE NEL NEONATO E NEL LATTANTE

Il soccorritore che interviene su un piccolo paziente diventa un vero e proprio punto di riferimento per i genitori, che stanno vivendo una situazione molto drammatica. A loro volta i genitori rappresentano l’anello di congiunzione tra il soccorritore e il paziente, che non è ancora in grado di esprimere i propri bisogni. Pertanto è opportuno che il soccorritore sappia conquistare la fiducia con parole e gesti consapevoli, e mostrando professionalità.

LA VALUTAZIONE DEL LATTANTE COSCIENTE

La prima cosa da fare è raccogliere più informazioni possibile sull’accaduto e circa il passato del piccolo paziente. In base al quadro clinico prospettato si procede all’ispezione del lattante. L’osservazione del paziente non deve iniziare dalla testa, perché difficilmente il lattante accetta che un estraneo gli tocchi il volto. La valutazione va iniziata a partire dagli arti.

Valuta:

  1. ARTI: l’incapacità di muovere un arto dopo un trauma può indicare una frattura (frattura a legno verde, cioè non completa, spesso non dolente alla palpazione)

  2. ADDOME E GENITALI ESTERNI: verifica la presenza di sangue o ecchimosi (possibili traumatismi, rettorragie )

  3. TORACE: valuta la funzione respiratoria (espansione,FR, rumori respiratori), nonché segni di trauma

  4. COLONNA VERTEBRALE: ricorda che, a causa della maggior pesantezza del capo, le lesioni traumatiche della colonna sono più frequenti che nell’adulto

  5. COLLO: La rigidità a livello della nuca (cioè la resistenza che il lattante oppone alle torsioni della testa) dopo febbre può essere segno di meningismo.

  6. STATO DI COSCIENZA: limitati a controllare la reattività a piccoli stimoli verbali o tattili (piccole pacche sotto i piedi), verificando eventuali stati soporosi

  7. CAPO: ricorda che fino al 1° anno di età il capo presenta zone molli, dette fontanelle, le quali possono gonfiarsi e sgonfiarsi col pianto. Esse espongono il lattante a lesioni conseguenti a traumi cranici. Osserva eventuali fuoriuscite di liquido da naso o orecchie (liquorrea o emorragie).

  8. BOCCA E VIE AEREE: le vie aeree sono più piccole in proporzione; è quindi più facile che siano soggette a ostruzioni.

IL LATTANTE NON COSCIENTE: IL P-BLS

Le cause che possono portare un lattante ad un arresto cardiorespiratorio sono diverse rispetto all’adulto. Spesso rappresentano la fase terminale di uno scompenso cardiorespiratorio ingravescente, caratterizzato da una progressiva ipossia (diminuzione dell’apporto di ossigeno ai tessuti). La sequenza di rianimazione è la stessa dell’adulto, ma con particolari accorgimenti:

  1. Determinare lo stato di coscienza o non coscienza: stimola la pianta del piede del lattante, e chiamalo ad alta voce.

  2. SE SEI L’UNICO SOCCORRITORE E TI TROVI DI FRONTE AD UN LATTANTE CHE NECESSITA DI MANOVRE DI RIANIMAZIONE, A DIFFEERENZA DELL’ADULTO PROCEDI AD EFFETTUARE UN MINUTO DI BLS PRIMA DI ALLONTANARTI PER CERCARE AIUTO.

    A: PERVIETA’ DELLE VIE AEREE

    Iperestendere lievemente il capo del paziente ponendo una mano sulla fronte e sollevandogli il mento con due dita dell’altra mano: la manovra non deve essere eccessiva, poiché si otterrebbe la completa occlusione delle vie aeree, nonché danno al rachide cervicale, non ancora ben ossificato.

  1. Rimuovere eventuali corpi nel cavo orale

  2. Posizionare una cannula di Guedel di misura idonea (00 = Blu, 0 = nero)inserendola con estrema cautela

IMMOBILIZZA IL COLLO DEL PICCOLO PAZIENTE SE ESISTE ANCHE IL MINIMO SOSPETTO DI TRAUMA!

B: VALUTAZIONE DELL’ATTIVITA RESPIRATORIA

  1. GAS (guarda, ascolta, senti), come per gli adulti. Puoi aiutarti posizionando un dito sull’addome, per percepirne i movimenti: la respirazione, a quest’età, è quasi esclusivamente addominale. La valutazione deve durare 5 secondi.

  2. Se NON avverti respiro, procedi con 5 ventilazioni in uno dei seguenti modi:

Ogni ventilazione deve durare 1-1.5 secondi.

Il volume dell’aria insufflata deve essere proporzionato alla mole del paziente: osserva con attenzione l’espansione toracica. Inizia con insufflazioni lente e moderate.

Se, durante la ventilazione, avverti resistenza al passaggio dell’aria, attua le manovre di disostruzione delle vie aeree (vedi sotto).

C: VALUTAZIONE DELL’ATTIVITA’ CARDIOCIRCOLATORIA

  1. Per valutare questa attività, si serve del polso brachiale, che si trova in prossimità di ciascuna ascella, nella parte inferiore del braccio, sotto l’omero. In alternativa utilizza il polso femorale, reperibile nelle immediate vicinanze dell’inguine. La palpazione della carotide in questi pazienti risulta difficoltosa. Palpa per almeno 10 secondi.

  2. Se NON avverti polso, posiziona il lattante con la schiena a contatto su un piano rigido. E sufficiente porre il piccolo sulla mano e sull’avambraccio del soccorritore.

  3. Ricerca il punto di repere:

Metodo alternativo per le compressioni toraciche nel lattante alle prime settimane di vita.

  1. Comprimi il torace con una frequenza di almeno 100 compressioni a l minuto, facendo abbassare lo sterno di 1,5 – 2,5 cm.

  2. Rilascia completamente il torace al termine delle compressioni, senza però staccare le dita dallo sterno.

  3. Il rapporto 5 compressioni/1 insufflazione è indipendente dal fatto che vi siano uno o due soccorritori.

  4. Rivaluta il polso dopo 1 minuto, successivamente ogni 2-3 minuti

  5. Mantenere la leggera iperestensione del capo durante tutta la RCP. Occorre effettuare almeno 15-20 insufflazioni/minuto.

  6. Se il polso è ripreso, valuta il respiro: in assenza devi SOLO ventilare, 1 insufflazione ogni 2 secondi, fino all’arrivo del MSA.

DISOSTRUZIONE DELLE VIE AEREE INFERIORI NEL LATTANTE

La manovra di disostruzione di Heimlich nel lattante va evitata, in quanto comporta elevato rischio di lesioe degli organi interni.

Agisci in questo modo:

  1. Posiziona il lattante a pancia in giù sul tuo avambraccio, mentre con la mano, posta tra il torace ed il mento, ne sostieni il capo, che deve trovarsi più in basso del busto.

  2. Imprimi 4 o 5 colpi sulla schiena, tra le scapole

  3. Poni la mano che ha colpito sotto la schiena e, sostenendo il bimbo, ruotalo in posizione supina, senza mai abbandonare il capo.

  4. Esercita immediatamente 4 o 5 compressioni toraciche, esattamente come quelle che si praticano durante la rianimazione, a bassa frequenza.

  5. Ricontrolla il cavo orale ed estrai l’eventuale corpo estraneo.

  6. Riprova a ventilare: se la ventilazione ancora non è possibile, ripeti la manovra.

LA RIANIMAZIONE NEL BAMBINO ( 1 – 8 ANNI)

Passo A, pervietà vie aeree: procedi come indicato per il lattante. Con il progredire dell’età è preferibile posizionare il paziente su un piano rigido piuttosto che sull’avambraccio.

Passo B, respirazione: procedere come indicato per il lattante. È sempre essenziale moderare la profondità delle insufflazioni.

Passo C, circolazione: palpa il polso carotideo per 10 secondi. Se assente:

  1. Come nell’adulto, segui il margine costale, fino a raggiungere il punto di congiunzione con lo sterno.

  2. Fissa le due dita sopra questo punto, sullo sterno, come per l’adulto.

  3. Posiziona il palmo di una sola mano, senza sovrapporvi l’altra, a fianco all’indice.

  4. Abbassa lo sterno ad ogni compressione di 2,5 – 3,5 cm.

  5. Esegui 5 compressioni/1 insufflazione indipendentemente dal numero di soccorritori. La frequenza sarà 100/minuto.

  6. Ricontrolla il polso dopo 1 minuto, successivamente ogni 2-3 minuti.


    Nel bambino può essere eseguita la manovra di Heimlich, prestando la massima attenzione a non comprimere direttamente sulle coste o sullo xifoide.

QUADRI CLINICI DI FREQUENTE RISCONTRO IN PEDIATRIA

Le convulsioni 

Le convulsioni possono essere riferite, come nell’adulto, a forme epilettiche, a traumi, intossicazioni, ma frequentemente sono associate a rialzi febbrili (convulsioni febbrili). In effetti il sistema nervoso centrale del bambino è un organismo ancora immaturo, che completa la crescita attorno al 4° - 5° anno di età. L’aumento della temperatura può così causare veri e propri "cortocircuiti" del SNC, provocando le convulsioni. Questo tipo di patologia è solitamente meno grave di quanto appare, soprattutto se è causata da febbre ed insorge per la prima volta. Di solito la crisi si risolve entro 4-5 minuti. Anche in questo caso, come nell’adulto, è estrema complicanza lo stato di male epilettico, che vede più crisi a breve distanza o stato di incoscienza protratto dopo la crisi. Tali situazioni possono associarsi a complicanze cardiorespiratorie fino all’ACR.  

Trattamento 

SE LA CRISI E’ ANCORA IN ATTO:
  1. Tratta il paziente come nel caso di convulsioni nell’adulto (vedi sezione PATOLOGIE NEUROLOGICHE)

  2. Richiedi l’invio del MSA

  3. Non somministrare farmaci di tua iniziativa

  4. Assicura la pervietà delle vie aeree

  5. Procedi al caricamento

  6. Posiziona un oggetto morbido tra i denti

  7. Somministra Ossigeno

SE LA CRISI E’ GIA’ RISOLTA

  1. Controlla ABC

  2. Pulisci il cavo orale

  3. Posiziona il bambino in posizione laterale di sicurezza

  4. Se si tratta di un lattante o un neonato, posizionalo a pancia in sotto con la testa girata da un lato

  5. Somministra Ossigeno

IN ENTRAMBI I CASI

La temperatura nel bambino è più alta nel bambino rispetto all’adulto. Valori normali sono:

36 – 37 ° C per la temperatura ascellare

36,7 –37,3 °C per la temperatura orale, con termometro posto sotto la lingua a labbra chiuse

37,7 – 37’9 °C per la temperatura rettale, con termometro lubrificato

Dispnea in eta’ pediatrica 

Indipendentemente dalle cause, questo sintomo deve essere sempre considerato grave.

La prima cosa da fare è escludere l’inalazione di corpi estranei.

Valuta:

 

 Se alla dispnea si associano sensibili alterazioni dei parametri considerarlo un segno di gravità. Valutare la presenza di ortopnea, tirage, rumori respiratori, turbe della coscienza.

 

TRATTAMENTO

Maltrattamenti e aggressioni sessuali

I maltrattamenti e le aggressioni sessuali a bambini, sono assai più frequenti di quanto si possa sospettare. Hanno spesso luogo in ambito familiare, e le lesioni possono essere di vario tipo: ecchimosi, ustioni (bruciature di sigaretta), labbra spaccate e denti rotti.
Il sospetto può nascere esaminando la dinamica del trauma o in presenza di spiegazioni vaghe o reticenti da parte dei parenti. Se sospetti un maltrattamento: